Non so se sia una storia del dopoguerra o degli ultimi anni di guerra, ma ha ugualmente a che vedere con un periodo triste, dove l' estrema miseria in cui si dibatteva la popolazione civile di Terracina (come del resto di gran parte dell'Italia centro-meridionale) portava talvolta ad escogitare espedienti un po' estremi per rimediare generi di prima necessità.
In quel tempo i nastri che adornavano le corone di fiori usate nei funerali (ovviamente quelli di persone che potevano permetterselo) non erano di materiale sintetico ma di stoffa vera e propria. Accadde quindi che il custode del cimitero di Terracina si accorse che nottetempo questi nastri sparivano dalle corone lasciate in prossimità delle sepolture più recenti. Egli avvertì quindi le autorità di polizia, che inviarono due militi ad appostarsi nelle vicinanze del camposanto dopo che si era svolto un funerale "di prima classe".
L'attesa non durò molto: appena il sole iniziò a tramontare gli agenti videro una donna avvicinarsi con aria furtiva al cimitero e scavalcarne la recinzione, e poco dopo la colsero in flagrante nell'atto di trafugare i nastri delle corone. Arrestata sul posto e condotta nelle camere di sicurezza della locale caserma dei Carabinieri, la sventurata venne condotta di fronte al pretore per essere processata con l'accusa di furto.
Davanti alle incalzanti domande del sostituto procuratore, che le rinfacciava il gesto sacrilego di rubare in un cimitero per rivendere i nastri, la poveretta ribatté che aveva una famiglia numerosa, e che aveva bisogno di pezze di stoffa per vestire se stessa e i suoi congiunti, e che non poteva permettersi di comprarla alla borsa nera. Al che il magistrato rispose bruscamente, e con un aria di sufficienza: "E che razza di vestiti si possono fare con delle strisce di stoffa nera? Me lo può dimostrare, eh?".
A questa domanda la donna non rispose, ma si alzò dal banco degli imputati e, guardando fisso negli occhi il suo accusatore, si sollevò lentamente la gonna fino alle anche, scoprendo delle mutande nere fatte di strisce di stoffa cucite tra loro, dove a caratteri d'oro si leggeva sul davanti: "COLTA NEL FIORE DELLA GIOVENTÙ", e sul didietro: "RIPOSA IN PACE".
Il pretore dovette faticare non poco a riportare l'ordine nell'aula....
