da parte delle forze alleate nel 1944, il brano che
segue è tratto da un racconto di un soldato americano
della 85a Divisione "Custer" che nel Maggio 1944 partecipò
alla liberazione di Terracina.

La battaglia per Terracina divenne una battaglia per il
cimitero nella periferia della città. Questo cimitero era
posto su di un altura e l'approccio a questo luogo era
su rocce e tratti scoscesi. Una leggera pioggia ha reso
il percorso scivoloso e questo ha ostacolato i tanks,
ma un eccellente sostegno alla fanteria è stato reso da
diversi battaglioni di semoventi da 105mm* appartenenti al
6° Gruppo di Artiglieria da campo (6th Field Artillery Group).
Nel cimitero il nemico si è nascosto tra le tombe.
Mitragliatrici, mortai e cecchini hanno utilizzato i
monumenti come copertura.
La battaglia infuriò per l'intera giornata, ma poco prima
dell'oscurità l'ultima resistenza del nemico venne superata
e dalla mezzanotte il 2° e 3° Battaglione avevano preso
posizione sino ai confini della città.
(*nota: Il 105mm. Questo semovente era un 105-mm Howitzer montato
su un mezzo corazzato mobile. Il termine "artiglieria semovente"
è generalmente riferito a un pezzo di artiglieria montato
sullo chasis di un tank)

Nel frattempo il 1 ° Battaglione si era riorganizzato e
si spostò sulla destra, a nord ovest di Terracina.
Durante tutta la notte la nostra artiglieria sparò
sulla strada che conduce verso il nord, il risultato di cio'
fù che la bellissima città fù ridotta in rovine.
Dopo l'alba i battaglioni si spostarono facilmente in città.
Il collo di bottiglia, Terracina, era stato catturato e la
strada verso la zona dello sbarco di Anzio era stata aperta.
Per sostenere i combattimenti nei pressi di Terracina
al 338° Reggimento era stato ordinato il 22 di spostarsi
e prendere le montagne sulla destra del 337° al fine di
aggirare quella città.
All'inizio dell'avanzata avvenne un breve incontro
(contro il nemico) 5 miglia a sud, lungo un tunnel
ferroviario.
(nota: il tunnel passa dietro Terracina, quello che attraversate per andare a Roma quando partite da Monte San Biagio, per capirci)

I tedeschi usarono questo tunnel come un percorso protetto
per gli approvvigionamenti e l'evacuazione ed attraverso di
esso fecero giungere alcuni rinforzi.
Uscendo dal tunnel e posizionandosi queste truppe
restarono sorprese dalla avanzata delle nostre forze.
Dopo che le nostre unità di supporto aereo avevano
bloccato il lato nord del tunnel con un bombardamento le
unità anticarro e truppe di ricognizione armate spararono
direttamente nella bocca del tunnel.
Storie di ciò che accadde qui si sono diffuse ovunque
e si sono moltiplicati nei racconti.
Il punto essenziale è che il tunnel non fu' più di
alcun uso per i Tedeschi.
Dopo questo primo scontro il 3° Battaglione di Fanteria
e la 338a, rafforzata da elementi del battaglione
776a Tank Destroyer, rimasero di guardia nei pressi del
tunnel per essere certi che nessuno dei nemici sfuggisse.
Altri elementi del reggimento andarono a conquistare
Monte Leano e Monte Nero con poca difficoltà.
Il nemico era ora in ritirata da Terracina, lungo la
strada ai bordi delle Paludi Pontine che aveva allagato,
e al di là di Sonnino si ritirarono a nord-ovest
attraversando il fiume Amaseno.
La caccia continua.

I nostri soldati in avanzata viddero molti dei risultati
ottenuti dal lavoro svolto dalla artiglieria e dalle forze aeree.
I tedeschi erano stati costretti a rinunciare alla loro
politica di spostamento solo di notte, e nella loro
esigenza di far fuori cio' che avevano preso per le
strade alla luce del giorno nonostante la nostra
schiacciante superiorità aerea.
Questa decisione forse li salvo dalla distruzione completa,
ma è stato comunque una rovinosa fuga.
Camion e tanks bruciati erano ovunque, abbandonarono
artiglieria e munizioni e anche i corpi che non ebbero tempo
di seppellire.
Il problema ora era quello di mantenere il contatto con
il nemico. Smembrato e sconfitto, la sua organizzazione
crollo', e i segni del suo stato confusionale si diffusero
ovunque. Dal 26 di maggio sembrava che quasi tutte le
tracce di una coerente organizzazione erano sparite.
Invece di lottare contro plotoni, compagnie e battaglioni,
il nemico era ora organizzato in cosiddetti "gruppi tattici",
varie truppe raccolte ovunque esse possano essere trovate e
messe agli ordini di un ufficiale o di un sottufficiale
e quindi mandate al fronte.

Dal 22 Maggio il nemico non ha ricevuto quasi nessun
supporto dalla sua artiglieria. Le sue truppe appiedate
e sparse ricevettero solo l'occasionale aiuto di semoventi
con cannoni e poche mitragliatrici nascoste in buche
scavate in fretta e furia tra le colline.
I contatti sono stati, di conseguenza, contro poche
forze sparse.
La Divisione si spinse in avanti alla massima velocità
possibile nelle colline a nord della Paludi Pontine.
Durante il 25 e il 26 avanzò a ovest della Abbazia di
Fossanova e Priverno. Intanto il 338° era in marcia in
una colonna di battaglioni non incontrando praticamente
alcuna resistenza fino a quando non arrivò a un
improvvisata linea nemica nelle colline a est
e nord-est di Sezze.... (continua)
[img]
http://paologiannetti.blog.tiscali.it// ... .580.0.jpg[/img]

